Yamadojo A.S.D. L'Aquila

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SCUOLA TRADIZIONALE DI ARTI MARZIALI E DISCIPLINE ORIENTALI:
Karate-do, Kung fu, Tai chi chuan, Difesa Personale, Yoga.
Anno academico 2019-2020
L’associazione sportiva dilettantistica Yama Dojo è attiva all’Aquila dal 1987. Il direttore tecnico è il dott. Dante Bellini, maestro cintura nera 7° dan e noto scrittore abruzzese.
Il corso di Yoga è tenuto dall’ Associazione Culturale Psiche Yoga
Le iscrizioni ai vari corsi, per l’anno accademico 2019-2020, sono aperte dal 1° settembre, presso la sede storica di
Via Caldora 13/15 (vicino al Terminal di Collemaggio e a pochi metri da Porta Bazzano) - L’Aquila.

Le lezioni vanno dal 1° settembre al 30 giugno. Luglio: solo cinture nere.
C.F. 93008250669

 

CHI SIAMO
La Yama dojo è una ASD, Associazione Sportiva Dilettantistica, senza fine di lucro il cui scopo sociale è la pratica e la conoscenza delle Arti Marziali.
Il dojo (il luogo dove si praticano le Arti Marziali) è situato a pochi passi da una delle porte storiche più suggestive dell’Aquila, Porta Bazzano, al confine con la zona rossa, cioè la parte della città intedetta e disabitata dopo il terremoto del 6 aprile 2009.

Il suo direttore tecnico è Dante Bellini, un appassionato praticante e cultore delle Arti Marziali iniziate all’età di undici anni, quando fu attirato dalla loro terribile efficacia e dal fascino e mistero che le circondava. Una passione portata avanti con dedizione, impegno, qualche sacrificio e una volontà di ferro.

Sempre sulla falsariga di un sogno precoce che ne ha condizionato le scelte e gli obiettivi. Egli è un punto di riferimento per tutti quelli che vedono nelle Arti Marziali una disciplina, una scuola di vita, un formidabile metodo di Difesa personale, un toccasana per la salute e, in quest’Italia disincantata, consumista e frenetica, una parentesi di sana sportività. Molte sono le cinture nere formate nel corso degli anni alcune delle quali collaborano sistematicamente col maestro.

Le lezioni sono comprensive di preparazione generale, tecniche di base, combattimento nelle sue varie forme, studio e applicazione delle forme tradizionali (kata o lu), il tutto integrato con le moderne metodologie didattiche. I corsi sono organizzati in base all’età o al livello tecnico degli allievi. Periodicamente, nei fine settimana, vengono organizzati seminari e stage di approfondimento teorico pratico su argomenti specifici.

Per l’acquisizione di un grado superiore o della qualifica di istruttore, gli allievi graduati 1° chi, cinture marroni o nere, devono partecipare al corso regionale che viene bandito ogni anno e che si svolge l’ultimo sabato del mese, da febbraio a giugno, all’Aquila, Pescara e Sulmona.

IL CONSIGLIO DIRETTIVO

ORARIO corsi YAMADOJO L’Aquila – anno 2018/2019
Lunedì e giovedì

KARATE-DO:
ore 17,15/18,15 Bambini - ore 19,15/20,15 Adullti - ore 20,15/20,45 solo marroni e nere

SHAOLIN CHUAN e TAI CHI CHUAN:
ore 18,15/19,15 1° corso - ore 20,45/21,45 2° corso

Martedì e venerdì
YOGA: Ore 19,00/20,30
Sabato: Lezioni private e corsi per avanzati

 

Se vuoi saperne di più clicca:

Karate-do-----Kung fu------Tai Chi Chuan

 

Breve storia delle Arti Marziali

 Da Bodhidharma a Okinawa

La storia, o la leggenda, racconta che intorno al 500 a.C. un monaco buddista, Bodhidharma, dall’India si spostò in Cina presso il monastero di Shaolin, dove mise a punto all’inizio un semplice metodo d’educazione fisica. Lo scopo era di dare ai suoi discepoli i mezzi per conservare la forma e la salute attraverso degli esercizi destinati a compensare lunghe ore di meditazione. In ragione della sua efficacia in combattimento, il metodo servì ben presto ai monaci per difendersi dalle numerose aggressioni di cui erano vittime nel corso delle loro peregrinazioni. Era nata la boxe cinese, chiamata con vari nomi tra cui Chuan fa, Shaolin chuan, Tang shou tao. Nel XVI° secolo, sotto la dinastia Ming, i cinesi conquistarono l’isola di Okinawa, nel Pacifico. Così le “arti del pugno” cinese s’incontrarono e si fusero con le arti di combattimento locali; nacque il Karate d’Okinawa o Okinawa-te, l’arte di Okinawa. Due secoli più tardi uno slancio decisivo fu dato da Shimazu, signore feudale giapponese, quando conquistò l’arcipelago delle isole Ryukyu. Okinawa passò sotto il giogo giapponese e gli abitanti si videro interdire il possesso di tutte le armi. Questo divieto produsse l’effetto contrario in quanto gli isolani si riversarono sulla pratica dell’Okinawa-te, raggiungendo un alto livello tecnico. Il Karate, non ancora noto con questo nome, si sviluppò allora nella sua forma più violenta, con lo scopo di poter uccidere a mano nuda. Degli allenamenti speciali, destinati a indurire le armi naturali del corpo umano, furono messi a punto, anche con l’ausilio di particolari attrezzi, come il makiwara, la treccia di paglia, o i secchi pieni di sabbia o pietrisco.

Il XX° secolo

Fu nel XX° secolo che dei maestri di Okinawa-te si recarono in Giappone. Il primo fu, nel 1917 e poi nel 1922, Gighin Funakoshi. Le sue dimostrazioni a Tokio furono memorabili e scatenarono l’entusiasmo e l’interesse dei giapponesi. Da esse il Karate iniziò una diffusione straordinaria in tutto il mondo. Se Gighin Funakoshi è considerato universalmente il fondatore del Karate moderno, altri due maestri ebbero la loro importanza: Kewa Mabuni e Miyagi Chojun. Sono stati loro a dare origine a tre grandi stili di karate: lo Shotokan (creato da Funakoshi), basso e leggero; lo Shito ryu (creato da Mabuni), un po’ più alto e potente; il Goju ryu (creato da Miyagi), dagli spostamenti più piccoli, ma con colpi molto potenti. A questi tre stili ne va aggiunto un quarto, il Wado ryu, il più giovane, nato nel 1934 ad opera del maestro Hironori Otsuka, cinesiterapista di professione e antico allievo di Funakoshi. Il suo nome significa "lo stile della Via della Pace”. E’ il primo stile a essere originario del Giappone. E’ uno degli stili più dinamici, caratterizzato da posizioni più alte e dall’uso diffuso delle schivate. Questi sono solo gli stili più conosciuti. Ve ne sono diversi altri, ognuno con la propria storia e validità.

In Italia

Il karate si diffuse dall’inizio degli anni Sessanta grazie alla passione di quelli che sarebbero diventati i primi maestri e all’impegno dei tecnici giapponesi chiamati in Italia o inviati direttamente dalle varie organizzazioni del Sol levante. Prima ancora le poche possibilità di apprendere i rudimenti del karate erano di affidarsi a chi per lavoro aveva contatti con il Giappone o di recarsi, al prezzo di grandi sacrifici, dove si erano stabiliti i primi maestri giapponesi in Europa. Come fece il maestro Basile che si recava periodicamente a Parigi a prendere lezioni dal maestro Hiroo Mochizuki. Personaggi fondamentali e carismatici per la diffusione delle Arti Marziali in Italia furono soprattutto due: il maestro Roberto Fassi a Milano e il maestro Augusto Basile a Roma. Tra i maestri giapponesi i più famosi furono Hiroshi Shirai a Milano (Shotokan), Yutaka Toyama e Iwao Yoshioka a Roma (Wado-ryu).

Il kung fu seguì un altro percorso. Arrivò più tardi, all’inizio degli anni Settanta, sulla scia del ciclone Bruce Lee e company. Dopo essere rimasto segreto per centinaia di anni, gelosamente custodito dai suoi adepti e con una realtà vitale rappresentata da circa trecento stili, giunse anche per esso il momento di rivelare al mondo i suoi segreti e il suo fascino. L’entusiasmo scatenato dai gonfu movies portò a una grande richiesta di maestri. Uno di questi, il maestro Chang Dsu Yao, avrebbe segnato profondamente la storia e lo sviluppo del kung fu in Italia. Giunse in un periodo di grande confusione tecnica e didattica, portando con sé chiarezza, competenza ed entusiasmo. Egli nel corso di una quindicina di anni (è scomparso il 7 febbraio 1992), creò un piccolo impero formato da diverse migliaia di praticanti e istruttori, e da decine di associazioni, tuttora vitalissime e sparse su tutto il territorio nazionale. Anche in questa storia si rivelò fondamentale l’azione meritoria del maestro Roberto Fassi (è deceduto il 12 febbraio 2014) e delle sue grandi capacità tecniche e umane.
A lui, ai personaggi citati e ai tanti altri maestri che hanno dato in vario modo il loro prezioso contributo allo sviluppo e alla conoscenza delle Arti Marziali, i praticanti italiani devono molto.

Storia e Immagini del cinema del kung fu

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Scuola Karate, Kung fu, Yoga, Tai Chi Chuan,

Difesa personale. Yamadojo L'Aquila

Via Caldora 13 67100 L'Aquila  Cell. 339 220 3491

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